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Alessandro Andreatta, Sindaco di Trento: L'Unione europea è condivisione di esperienze per far crescere una rete di città e di cittadini

“Trento è una città dove si vive bene e questo, per un sindaco, è il riconoscimento migliore.”
  • 03 gennaio 2019 11:30,
  • Author Monika Dimitrova
Medium alessandro andreatta
Fonte: Trento Municipality

Alessandro Andreatta è nato al 4 febbraio 1957 a Trento. Nel 1995 è stato eletto consigliere comunale a Trento. Nel 1998 è stato nominato Assessore comunale all'urbanistica, edilizia privata e toponomastica. L'8 maggio 2005 è diventato vicesindaco. Andreatta è sindaco di Trento dal 2009. 

Lei è sindaco di Trento dal 2009, quali sono i maggiori successi di cui è più fiero?

Non parlerei di successi, ma di progetti che sono andati a buon fine. Ne cito qualcuno: sul piano ambientale, la raccolta differenziata, che oggi nel comune di Trento supera l'80 per cento. Per quanto riguarda lo sviluppo della città, il dato che più si fa notare è quello della crescita turistica: basti pensare che nel 2008 le presenze erano 700 mila all'anno, nel 2012 sono diventate 812 mila, oggi sono salite a un milione e centomila. L'altro progetto che siamo riusciti a portare a termine è legato al tema, non molto sentito in Italia, della conciliazione famiglia-lavoro: a questo proposito Trento è all'avanguardia, basti pensare che praticamente tutte le mamme che richiedono un posto all'asilo nido ottengono una risposta positiva. Infine, cito solo un altro dato, più generale: in questi ultimi anni Trento è sempre ai primi posti delle diverse indagini sulla qualità della vita. Trento è una città dove si vive bene e questo, per un sindaco, è il riconoscimento migliore.

Il Festival dell’Economia di Trento si svolge annualmente dal 2006 ed e uno dei eventi piu imoprtanti non solo per la città ma anche per la regione. Quest'anno il Festival ha avuto come tematica la tecnologia e il lavoro – relative conseguenze e possibili soluzioni. Raccontate di più del evento e come il comune implementa le nuove tecnologie nei servizi per i cittadini?

Il Festival dell'Economia di quest'anno è stato dedicato a una questione epocale. Ci troviamo agli esordi di quella che è stata già definita “quarta rivoluzione industriale”, con quell'industria 4.0 che promette di aumentare la produttività ma anche di eliminare i lavoratori meno qualificati e gli impiegati generici. Saranno gli algoritmi a governarci? A decidere qual è il modo migliore di produrre? Ma chi scrive gli algoritmi? Chi controlla che i processi siano rispettosi dei diritti delle persone e del pluralismo? Le nostre antiquate costituzioni, i nostri vecchi codici – commerciale, civile, industriale – sapranno difendere le nostre vite dalla monocrazia dei software? Sono le domande che tanti cittadini – me compreso – hanno posto a questo Festival in un periodo in cui la complessità dei problemi spinge molti alla semplificazione, alla banalizzazione, alla deformazione della realtà. Questo festival ci ha aiutato anche quest'anno a distinguere, capire, riflettere, sospendere il giudizio quando è necessario.

Per quanto riguarda le nuove tecnologie applicate alla pubblica amministrazione, il Comune di Trento s'è posto l'obiettivo di rispondere in modo innovativo e sostenibile ai bisogni dei cittadini già all'inizio degli anni 2000, mettendo a disposizione il WiFi gratuito in centro storico e nei parchi. I progetti realizzati da allora vanno dal settore della comunicazione (vedi Trento-Il Comune in tasca, App per smartphone dedicata ai servizi per i cittadini e per i turisti) all'Amministrazione digitale (in materia di edilizia, tributi, attività produttive e anagrafe, funerali, molte pratiche e procedure sono on line), alla scelta di una filosofia Open (open software, con azzeramento dei costi di acquisto software e open data, ovvero accessibilità piena ai dati della Pubblica Amministrazione sul portale del Comune).

Che cosa è Bookique? O come si fa cultura con I giovani e con la città?

La Bookique è un caffè letterario all'interno di un parco che, qualche tempo fa, era degradato e mal frequentato. Il Comune, dopo aver riqualificato il parco e ristrutturato il caffè, ha deciso di affidare la gestione del locale, che è diventato un “concept bar”, un luogo dove le idee vengono tradotte in eventi, in cui giovani e meno giovani si ritrovano per discutere, fare e ascoltare musica, degustare, ma anche (nella sala sopra il caffè) fare yoga o imparare a ballare, allestire mostre...

Quali altre buone pratiche si sviluppano nel comune di Trento? Come li finanziate?

Tra le buone pratiche che vorrei segnalare c'è quella del progetto Beni comuni. Proprio qualche giorno fa abbiamo premiato i molti cittadini – in tutto sono stati 3000 – che nel 2018 hanno adottato un pezzo di città per abbellirla, manutenerla, riqualificarla. C'è chi si prende cura di aiuole, chi di muri imbrattati, chi ripulisce parchi o marciapiedi, chi tiene in ordine il giardino della propria scuola. Sono tutti progetti piccoli, che all'Amministrazione non costano nulla (in qualche caso diamo il sostegno logistico) e che raggiungono il doppio risultato di far crescere i legami sociali e di migliorare l'aspetto e la vivibilità della città. Segnalo anche un'altra iniziativa, avviata proprio lo scorso autunno: si tratta del Festival dello sport, organizzato in collaborazione con la Provincia. Per qualche giorno, Trento è stata la meta di sportivi e appassionati che hanno potuto incontrare campioni, discutere, cimentarsi nelle più svariate discipline.

Quali saranno gli obiettivi principali e i buoni esempi che state progettаndo di implementare fino a 2020?

Molti sono i progetti che vogliamo portare a termine o comunque mettere sui binari entro il 2020: aggiornare, dal punto di vista urbanistico, il disegno della città; migliorare la mobilità, progettando nuove infrastrutture, dall'interramento della ferrovia al collegamento veloce nord sud; tutelare l'agricoltura, anche biologica, valorizzando la filiera corta; sviluppare un nuovo polo per la cultura tra l'ex facoltà di Lettere e l'ex mensa universitaria, oggi in disuso.

Cosa ne pensa di una piattaforma unificata per i comuni europei e il suo principale obiettivo di mantenere i cittadini europei meglio informati su ciò che sta accadendo nell'Unione europea? Come TheMayor.eu può essere utile a Lei e i vostri citadini?

La piattaforma TheMayor.eu può essere un luogo importante in cui cittadini e amministratori delle città europee si incontrano, si conoscono, apprendono l'uno dall'altro pratiche virtuose, che per “contagio” possono diffondersi in tutto il continente. Credo che l'Unione europea sia anche (o forse, soprattutto) questo: condivisione di esperienze per far crescere una rete di città e di cittadini che, come avrebbe detto il trentino Alcide De Gasperi, si riconoscono nei valori della nostra “patria Europa”.