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Italia mette in quarantena 11 comuni per limitare i rischi del contagio con Coronavirus

È in vigore massima emergenza che sospende i diritti di libera circolazione delle persone, ma che si rende necessaria, per fermare la diffusione di un’epidemia

  • 24 febbraio 2020 16:00
  • Author Monika Dimitrova
Medium coronavirus

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, ha approvato sabato sera un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019.

A questo proposito, le autorità hanno creato posti di blocco intorno ai paesi del contagio per impedire ai residenti di uscire. Ci sono pure i cosiddetti corridoi “sterili” per far entrare derrate alimentari e farmaci garantendo l’approvvigionamento delle merci indispensabili ai cittadini.

Questo include il piano di intervento iniziato dal governo italiano dopo le decine di casi di coronavirus registrati in Lombardia e Veneto. Le misure mirano a limitare la trasmissione del virus e prevedono anche l’impiego dell’esercito proprio come quello per prevenire atti di terrorismo.

Gli 11 comuni in quarantena sono: Casalpusterlengo, Codogno, Castiglione d’Adda, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova, Castelgerundo, San Fiorano e Vò.

Lì è in vigore massima emergenza che infatti sospende i diritti di libera circolazione delle persone, ma che si rende necessaria, per fermare la diffusione di un’epidemia. Si chiama “modello Wuhan”, dal nome della città cinese dove è partito il coronavirus e dove in vigore un regime di sorveglianza strettissimo.

Le “zone rosse”

Ogni area dove sono transitate occasionalmente o vivono persone risultate positive ai test, deve essere «isolata». Si crea dunque una vera e propria «zona rossa» interdetta alla circolazione.

Le vie di accesso vengono controllate dalle auto di polizia e carabinieri in modo che nessuno possa arrivare o andare via. In questi Comuni sono già state sospese le attività pubbliche, chiuse le scuole e gli uffici.

I trasporti

Nelle “zone rosse” non possano arrivare i treni o altri mezzi pubblici. La circolazione all’interno dell’area interdetta viene limitata e nei casi più gravi completamente interdetta.

Alimentari e farmaci  

Per garantire ai cittadini l’approvvigionamento dei generi di prima necessità vengono fissati i cosiddetti corridoi «sterili» che servono a rifornire negozi e farmacie di cibo e medicinali.

Aggiornamento, 8 marzo:

Nuovo vincolo di evitare ogni spostamento nell'intera Lombardia

Nelle zone elencate nell’articolo 1 del Dpcm dell’8 marzo 2020 - tutta la regione Lombardia, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti, Alessandria, Verbano Cusio Ossola, Novara e Vercelli, tutti gli spostamenti per motivi di turismo sono da evitare.

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